C'è un momento preciso in cui capisci che una fiera non è stata solo una fiera. È quando smonti lo stand, ripieghi gli ultimi materiali, e ti accorgi che quello che porti via non sta nelle scatole. Sta nelle mani che hai stretto, negli sguardi che hai incrociato, nelle parole scambiate a bassa voce davanti a un progetto appena abbozzato su un foglio. È quel momento che ci ha accolto alla chiusura della decima edizione di MyPlant & Garden, e che ancora oggi ci accompagna.
Dal 18 al 20 febbraio 2026, i padiglioni di Fiera Milano Rho si sono trasformati in quello che, senza retorica, è il cuore pulsante del vivaismo europeo. Sessantamila metri quadrati di spazio espositivo, quattro padiglioni, oltre 800 espositori di cui il 20% provenienti dall'estero, e delegazioni qualificate da 47 Paesi nel mondo. Numeri che impressionano, certo. Ma i numeri raccontano solo una parte della storia.
La parte che non si misura è quella fatta di persone. Perché il vivaismo è, prima di ogni cosa, un settore profondamente umano. Nasce dalla terra, cresce con la pazienza, fiorisce attraverso le relazioni. E a MyPlant & Garden questa verità si respira ad ogni angolo, ad ogni corridoio, ad ogni stand.
Un settore che cresce, come le piante che coltiva
Questa decima edizione non è stata soltanto una celebrazione. È stata la fotografia di un settore in straordinaria salute. Il florovivaismo italiano ha raggiunto nel 2024 un valore produttivo record di 3,25 miliardi di euro, con una crescita del 3,5% rispetto all'anno precedente e un incremento del 30% nell'arco dell'ultimo decennio. L'Italia si conferma il terzo esportatore mondiale di piante e fiori, con un export che supera 1,2 miliardi di euro e un saldo commerciale attivo di 374 milioni. Dietro questi risultati ci sono 17.500 imprese e oltre 45.000 ettari di superficie coltivata, dalla Toscana alla Sicilia, dalla Liguria alla Lombardia.
Essere parte di questo mondo, respirare la sua energia in una manifestazione che ne raccoglie il meglio dall'Italia e dal mondo, è un privilegio che non diamo per scontato.
Tre giorni che valgono un anno intero
Per noi, MyPlant & Garden non è mai un semplice appuntamento commerciale. È il luogo dove le idee si incontrano, si confrontano, a volte si scontrano — e da quello scontro nascono progetti nuovi. Quest'anno l'edizione è stata arricchita da novità significative: l'area My Landscape nel Padiglione 8, dedicata alla progettazione del paesaggio con un viale verde che ha dato nuova identità e visibilità al settore del landscaping; lo spazio My Decor, dove fiori e decorazione hanno sfilato su una passerella di cento metri in un dialogo inedito tra natura e design; e My Green Sports nel Padiglione 20, con un focus sulla gestione del verde sportivo che ha portato in fiera persino il caso studio di Wimbledon. Innovazione, sostenibilità, economia circolare e nuove tecnologie per il verde urbano sono stati i temi portanti di un'edizione che ha saputo guardare avanti senza mai dimenticare le radici.
E noi eravamo lì, nel mezzo di tutto questo fermento.
Il valore di ogni incontro
Sono stati giorni di confronto autentico, di nuove connessioni che hanno il sapore di qualcosa di duraturo, di idee condivise con generosità e di progetti che hanno iniziato a prendere forma proprio lì, tra un caffè e una stretta di mano. Ogni persona che è passata a trovarci allo stand ha portato con sé una storia, una visione, una domanda, un'intuizione. E noi abbiamo cercato di ascoltare ciascuna con la stessa attenzione che dedichiamo alle nostre piante.
Perché è questo il punto: ogni visita, ogni stretta di mano, ogni scambio di visione è parte di ciò che rende il vivaismo un settore fatto di persone, prima ancora che di piante. Non si tratta solo di vendere o comprare. Si tratta di costruire qualcosa insieme, di immaginare giardini che non esistono ancora, paesaggi che miglioreranno la vita di qualcuno, spazi verdi che restituiranno respiro alle nostre città.
Torniamo con radici più profonde
Ora che i padiglioni di Rho hanno chiuso le porte, noi torniamo in vivaio con entusiasmo rinnovato. Con i taccuini pieni di appunti, i contatti nuovi da coltivare con cura, e la consapevolezza di appartenere a una comunità che cresce — anno dopo anno, edizione dopo edizione — con la stessa ostinata pazienza di chi sa che le cose migliori richiedono tempo.
Come ha sottolineato Valeria Randazzo, questa X edizione ha segnato un traguardo di incrementi e successi, confermando MyPlant & Garden non solo come la vetrina più importante del verde in Europa, ma come un vero e proprio punto di riferimento globale — tanto da aver generato anche un'edizione internazionale a Dubai, la cui seconda edizione è già in programma per ottobre 2026.
A tutti coloro che sono passati a trovarci, a chi si è fermato anche solo per un saluto, a chi ha condiviso con noi un'idea o un sogno: grazie. Grazie per aver coltivato questo incontro con noi.
Ci vediamo al prossimo germoglio.












