Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si è prefissato l’ambizioso obiettivo di piantare 6,6 milioni di alberi entro la fine del 2024 in 14 città metropolitane italiane, mirando a contrastare l’inquinamento atmosferico e la perdita di biodiversità. Tuttavia, la realizzazione di questo progetto sta incontrando notevoli ostacoli, tra cui la mancanza di alberi e le problematiche nella gestione e nell’effettiva piantumazione.

Uno dei problemi più evidenti è la differenza tra piantare semi e alberi cresciuti, come sottolineato dalla Corte dei Conti. Molte città, invece di piantare alberi già sviluppati, hanno optato per la semina diretta. La Corte ha espresso dubbi sulla legittimità di questa pratica, chiedendo chiarimenti sulla sua equiparazione con la piantumazione di alberi cresciuti. Questa incertezza getta ombre sull’effettivo raggiungimento degli obiettivi stabiliti per il 2022 e solleva preoccupazioni sulla realizzazione del progetto nel suo complesso​​.

In aggiunta a ciò, molte piante già piantate sono state trovate secche o non sono mai state piantate affatto. A Torino, ad esempio, il numero di piante morte ha raggiunto il 100 per cento in alcuni progetti. Anche a Genova sono stati riscontrati problemi simili, con l’impresa vincitrice del bando che ha dichiarato di aver piantato quasi mille piante, un dato però non verificato​​.

Un’ulteriore sfida è la carenza di vivai forestali. I vivai, un tempo considerati un patrimonio regionale fondamentale, sono ora in numero ridotto e spesso in condizioni di abbandono. Questa situazione ha portato a una disponibilità limitata di alberi, con una distribuzione non omogenea sul territorio nazionale. La capacità produttiva totale dei vivai nel 2019 era di soli 4,1 milioni di piante, insufficienti a coprire la richiesta del PNRR. Il problema è aggravato dalla necessità di piantare specie autoctone appropriate per le diverse aree geografiche, per non alterare la biodiversità locale​​.

Le città affrontano anche sfide specifiche. A Milano, per esempio, non sono stati presentati progetti per la piantumazione di nuove foreste, principalmente a causa della mancanza di spazio. L’Europa richiede aree di almeno 3 ettari per garantire un impatto ambientale significativo, una condizione difficile da soddisfare nel contesto urbano milanese​​.

Nonostante questi ostacoli, ci sono esempi positivi come il progetto ForestaMi a Milano, volto a piantare 3 milioni di nuovi alberi entro il 2030. Questa iniziativa, supportata da contributi di aziende e cittadini, mostra che con un adeguato sostegno e una pianificazione accurata, gli obiettivi di forestazione urbana possono essere raggiunti, contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico e migliorando la qualità della vita nelle aree urbane​​.

Alla problema della scarsità, come è ovvio che sia, seguendo le naturali leggi del mercato, si aggiunge il problema del rincaro dei prezzi.

Vivai Cantatore ha spesso suggerito agli architetti paesaggisti, di non rifarsi a vecchi listini agronomici, che di solito sono sempre più vecchi di tre anni. In questo caso specifico, con la domanda che supera di gran lunga l’offerta, i prezzi hanno subito un ulteriore incremento del  40% rispetto allo scorso anno.

In conclusione, per realizzare con successo il PNRR e i suoi obiettivi ambientali, è essenziale affrontare le sfide legate alla disponibilità e alla gestione degli alberi, garantendo una pianificazione accurata e un monitoraggio costante. Solo così si potrà garantire che le città italiane diventino più verdi, salubri e resilienti di fronte ai cambiamenti climatici e alle sfide ambientali.